Bufera sul kit alle neo mamme con biberon e latte artificiale

L’Asl 3 con i medici e le ostetriche prende le distanze dall’iniziativa del Comune «Contraddice le linee guida dell’Oms che promuovono l’allattamento al seno»

CHIOGGIA. Bufera sul kit maternità offerto dall’amministrazione comunale alle neo mamme. Medici, ostetriche, mamme stanno contestando aspramente l’idea lanciata dalla giunta Ferro di offrire alle puerpere, dal 2019 al 2021, un kit con biberon e latte artificiale, in netta contrapposizione con le linee guida sulla promozione dell’allattamento al seno diffuse dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Sull’iniziativa ha preso le distanze anche l’Usl 3 Serenissima, che era stata citata dal Comune nella presentazione dell’iniziativa come partner del progetto, che ha specificato di non saperne nulla e di non approvare iniziative che promuovano l’allattamento artificiale.

Allattamento al seno e latte artificiale, cosa dice la legge


Da giorni il kit maternità del Comune (un cofanetto contenente biberon, latte artificiale, pannolini, informazioni sulle cure neonatali) è nell’occhio del ciclone. Con un comunicato ufficiale la giunta ha annunciato una settimana fa l’intenzione di distribuire i kit, da gennaio 2019 e per tre anni, a 200 nuovi nati all’anno, mettendo a bilancio 12 mila euro, raddoppiati dalla Banca patavina. Ogni kit costerà 40 euro e sarà distribuito a tutte le mamme, non solo ai primogeniti, senza presentare documentazioni reddituali o richieste.

Il Comune aveva anche specificato di agire con il Movimento e centro Aiuto alla vita, che si occuperà concretamente della distribuzione, e con l’Usl 3. La Banca oltre a raddoppiare le risorse metteva a disposizione l’apertura di libretti per i neonati con 30 euro dentro. La notizia è stata pubblicata dai quotidiani e è apparsa sui sociale. Sul web si è scatenata subito la polemica, sopratutto da parte di ostetriche, neo mamme e medici che hanno accusato l’amministrazione Ferro di vanificare l’impegno profuso negli ultimi anni per incentivare l’allattamento al seno che ha effetti importanti sulla crescita del neonato, sul rapporto mamma e figlio e sulla ripresa della mamma.

In una nota ieri anche l’Usl 3 Serenissima ha voluto sottolineare che “con le sue strutture ospedaliere e territoriali, è impegnata con ogni forza a sostegno dell’allattamento al seno. Sono prive di fondamento, quindi, le notizie relative a un coinvolgimento dell’Azienda sanitaria con qualsivoglia iniziativa che preveda la distribuzione alle mamme di latte in polvere o biberon”.

Posizione ribadita dai primari di Pediatria, Mario Lattere, e di Ostetricia e Ginecologia, Luca Bergamini. «Sull’iniziativa del comune di Chioggia e dell’associazione Centro aiuto alla vita per la fornitura di latte artificiale e biberon alle neomamme chioggiotte», spiega Lattere, «come direttore del dipartimento di Direzione medica ospedaliera non ho mai dato alcuna autorizzazione né l’ho condivisa. Anche il dottor Bergamini, è sulla mia stessa posizione».

Nella nota si specifica anche che nelle strutture dell’Usl 3, nei reparti ospedalieri dell’area materno-infantile come nei servizi sul territorio, si lavora con le mamme e i neonati nel più pieno rispetto dei documenti cardine sull’allattamento al seno e l’alimentazione dei neonati, tra cui la Strategia globale dell’Oms.

L’Usl 3 Serenissimariconosce l’allattamento al seno come pratica fondamentale e la sostiene con ogni possibile attenzione, non solo perché garantisce ai neonati una crescita, uno sviluppo psicofisico e una salute ottimali, ma anche perché esercita un’influenza biologica e emotiva importantissima sulla salute della madre e del bambino». 


 

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