«Brugnaro risponda in Consiglio»

Conflitti di interesse, il senatore Casson attacca il sindaco. «È un problema politico, di trasparenza»
Di Alberto Vitucci
INTERPRESS. 14.08.2015. CA'FARSETTI E CA'LOREDAN
INTERPRESS. 14.08.2015. CA'FARSETTI E CA'LOREDAN

«Il sindaco Brugnaro risponda al Consiglio sui suoi conflitti di interesse. È un problema di trasparenza e di rispetto per la città». Felice Casson, senatore e avversario del sindaco nella campagna elettorale di due anni fa, rompe il silenzio e attacca il primo cittadino. Il tema è quello dei conflitti di interesse. Numerosi in un uomo come Brugnaro che vanta partecipazioni azionarie in decine di società e aziende e un reddito tra i più alti della provincia.

Senatore Casson, esiste un problema di conflitti di interesse per il sindaco?

«Sicuramente esiste. E non parliamo di conflitti con la normativa o di questioni penali. Ma il problema politico è grande e va affrontato. Premesso che va garantito a tutti e anche agli imprenditori di fare attività politica, vi sono aspetti di contrasto evidenti. Che nel corso del mandato si possono aggravare».

Quali sono secondo Lei i casi più eclatanti?

«Ho sollevato un anno fa con una mia interrogazione alcuni esempi come l’Abate Zanetti a Murano di cui Brugnaro è proprietario, i Pili e i terreni vicino al ponte della Libertà. Poi i terreni di porto Marghera, le nomine nelle società di uomini delle sue aziende».

Il sindaco replica dicendo che non si interessa più delle sue aziende da quando è stato eletto.

«C’è un problema di trasparenza e di opportunità politica. Dovrebbe almeno fare come si fa nelle altre società di diritto anglosassone con il blind trust. Da un anno aspettiamo risposte».

Cosa intendete fare?

«Con questa legge le opposizioni hanno al massimo 11 voti messe insieme. Non abbiamo grandi poteri. Ma useremo la nostra unica arma. Cioè le interrogazioni e l’allarme alla stampa libera».

Il sindaco non vi risponde?

«No, nonostante le nostre continue sollecitazioni. Per il ruolo che ha dovrebbe evitare di rispondere come ha fatto alla consigliera Monica Sambo».

Lei pensa che si questi temi sia produttivo attaccarlo per le opposizioni?

«Io dico che lui deve rispondere pubblicamente, non altro. E deve rispondere anche di quello che ha fatto in questi due anni. I problemi della città sono tutti là, a cominciare dal turismo, da Porto Marghera, dalle grandi navi e dalla residenza».

Ci vuole tempo, risponderebbe Brugnaro, abbiamo trovato il disastro. E poi lui lavora gratis.

«Ma questo è sbagliato. Io credo che chi lavora deve essere retribuito, non è questo il punto. Se no è volontariato. Ma, ripeto, a quasi due anni dalla sua elezione non si vedono risultati».

Riemerge anche la polemica sulle spese elettorali.

«Al di là della gravità delle contestazioni è giusto che ci sia qualcuno che controlla»,

Brugnaro dice che i veneziani lo hanno votato.

«Lo hanno votato ma non hanno votato perché le regole non siano rispettate. Questo è un altro discorso. E vale anche per i progetti delle grandi navi».

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