Brugnaro: "A Venezia sconfitto il partito del no" E su Mestre dice: "Toglierò le Ztl"

VENEZIA. "Abbiamo sconfitto l'oscurantismo, il partito del no, di chi parlava male bloccando tutto e tutti creando insicurezza e diffidenza nei cittadini".
Brugnaro a Ca' Farsetti. Lo ha detto Luigi Brugnaro, neo sindaco di Venezia, oggi lunedì 16 a Ca' Farsetti, sede del comune in una conferenza stampa. "Non abbiamo vinto nulla - ha aggiunto - abbiamo solo accolto una sfida perché adesso si parla di ciò che ha bisogno il cittadino per far diventare Venezia normale". Tra i primi segnali del primo cittadino quelli rivolti ai dipendenti pubblici: "La macchina comunale deve diventare la miglior squadra possibile, chi ci tiene resta chi non vuole se ne va, per vincere tenendo presente che gli stipendi li pagano i cittadini: dobbiamo diventare competitivi". "Per questo in città - ha sottolineato Brugnaro - bisogna riportare la cultura del lavoro di chi si gela le mani d'inverno e chi si fa i calli per insegnare lo sport ai ragazzini". Tra i primi obiettivi, per Mestre, c'è anche l'abolizione delle Zone a traffico limitato (Ztl): "Hanno distrutto il commercio della città".
La festa di domenica notte. Brugnaro è intervenuto a Ca' Farsetti dopo aver trascorso la notte a festeggiare il risultato, che lo ha vinto prevalere sullo sfidante, il senatore Felice Casson, con oltre il 53% delle preferenze, e con un'affluenza che si è fermata sotto il 50%. Domenica 14, quando i risultati sono diventati ufficiali, Brugnaro è stato prima in Calle del Sale, a Mestre, dove c'era il quartier generale della campagna elettorale. E poi si è trasferito a Ca' Farsetti, dove c'erano decine di sostenitori ad attenderlo.
Brugnaro ha vinto con una coalizione formata da Forza Italia, Ncd-Udc, la civica che ha preso il suo nome e la civica dell'ex consigliere Renato Boraso. Per il ballottaggio, pur senza apparentamenti formali, ha incassato il sostegno della Lega Nord (che candidava Gian Angelo Bellati) e della coalizione civica, compresa Fratelli d'italia, che era stata creata a sostegno dell'ex presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto.Già domenica sera però si è detto pronto a collaborare con i volenterosi del Pd per il bene della città.
I ringraziamenti a Casson. Nella conferenza stampa di lunedì, a Ca' Farsetti, Brugnaro ha anche ringraziato Casson per la correttezza della sua campagna elettorale. E poi ha aggiunto: "E' stato detto che mi sono
candidato a sindaco per curare i miei interessi ma fino a prova contraria il conflitto di interessi c'è quando uno ha rubato, non prima". Brugnaro ha aggiunto che nulla di suo verrà toccato attraverso la pubblica amministrazione e ha lanciato accuse contro chi governando Venezia ha ceduto beni come "la Mostra del Cinema, la Biennale o ha tagliato i fondi alla voga alla veneta ed alle tradizioni che sono l'essenza della città".Sulle Grandi Navi, uno dei temi più caldi della città, Brugnaro è stato chiaro fin dall'inizio, spiegando che sono una ricchezza per l'economia cittadina e che vanno gestite: "Ma devono rimanere in Marittima".
"Mi sono candidato quando dopo le primarie del centro sinistra ho visto vincere Sel, l'estrema sinistra e i centri sociali ovvero qul partito del no che ha bloccato Venezia". Riguardo al turismo, ha rilevato che va combattuto quello becero "che fa vivere il malaffare della contraffazione che va stroncata all'origine, all'accattonaggio diffuso ed aggressivo" a favore invece di "un turismo di qualità che porti ricchezza e lavoro". Una frecciata anche a quanti userebbero la citt a proprio fine di immagine: "Faremo sapere chi dona alla città, chi lo fa sul serio, e non chi dice di farlo ma organizza i propri pranzi e feste quando gli servono per poi sparire".
"Un sorriso a chi mi chiama berluschino". "Continuano a chiamare la mia lista di centro destra, mi chiamano 'campagnolo' o 'berlusconino': ma a questi signori che da fb fino alle interviste hanno fatto informazione falsa affinché a Venezia si continuasse a non fare nulla, a loro rispondo con un sorriso". "Quello che ha vinto - ha ricordato - è il partito del lavoro al quale pu aderire chiunque anche oggi, anche chi del centro sinistra. Quelli che sono stati messo al bando da Venezia sono quei signori che non hanno fatto nulla in tanti anni, intralciando anche chi voleva fare".
Questo, ad esempio, mandando "a tempi eterni lavori come il Mose, inducendo a far 'sparire' soldi, togliendoli alla comunità ed aumentando i costi". Per Brugnaro, quello che successo con queste elezioni è che i cittadini, "nel segreto dell'urna, non hanno guardato ai partiti ma hanno chiesto una risposta ai loro problemi".
Centrosinistra, "un cumulo di macerie". Nel centrosinistra e in particolare nel Pd intanto è iniziata la riflessione su quello che è accaduto. L'ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, parla di un "suicidio perfetto". Per Nicola Pellicani, l'ex sfidante delle Primarie poi diventato capolitsta della lista Casson, "le elezioni si potevano vincere. Venezia non è una città di destra ma una città che voleva un cambiamento dopo le note vicende. Purtroppo i risultati dicono che il Pd questo non l'ha capito".
Pellicani fa gli auguri a Luigi Brugnaro, neo sindaco della città lagunare ma con garbo non fa sconti a nessuno: "Dobbiamo ricostruire il centrosinistra su basi nuove, con un progetto nuovo per la citt e con una nuova classe dirigente". Per Pellicani, Casson ha fatto tutto il possibile, "ma non ha sfondato", mentre il Pd lagunare deve fare "un esame di coscienza chiaro e sereno al proprio interno. Senza processi alle persone, senza cercare facili capri espiatori, ma per capire gli errori e cominciare a ricostruire. Adesso siamo su un cumolo di macerie ma bisogna rimboccarsi le maniche e ripartire".

Secondo Pellicani, il Pd "un esame di coscienza deve farlo. Da un anno a questa parte stato un partito avvitato su se stesso. Un agglomerato di aree, di vecchie anime, e poco partito unitario. Non stato capito che dopo Orsoni bisognava voltar pagina. Adesso abbiamo consegnato la citt al centrodestra dopo oltre 20 anni".
L'ultima riflessione sul meccanismo delle primarie: "sono uno strumento formidabile, ma devono servire per vincere non per perdere". Sul piano nazionale, la sconfitta di Venezia per l'esterno Pellicani deve insegnare al Pd "che non bisogna dare per scontato nulla. Se gli elettori chiedono segnali di rinnovamento bisogna darli. Altrimenti si perde". Da parte sua Casson ha preferito stare in silenzio per tutta la giornata. Solo attraverso un tweet ha voluto ringraziare chi ha creduto nel suo progetto.
Ringrazio tutti i cittadini che hanno sostenuto il nostro progetto di città.
— Felice Casson (@FeliceCasson) 15 Giugno 2015
Giunta e consiglio comunale. Intanto è già iniziato il totogiunta. Quel che è sicuro è che della squadra di governo faranno parte, come da accordi presi, la presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto, il candidato della Lega Nord, Gian Angelo Bellati (che forse però potrebbe diventare direttore generale) e probabilmente anche l'ex consigliere Renato Boraso.
Totalmente rinnovato anche il consiglio comunale, con molti giovani alla prima esperienza, e un Pd ridotto a soli tre consiglieri, gli stessi del Movimento Cinque Stelle. Il maggior numero di consiglieri andrà alla lista civica che porta il nome di Brugnaro, di cui il consigliere comunale che ha incassato il maggior numero di voti è Simone Venturini, già consigliere dell'Udc nella precedente amministrazione.
Le reazioni politiche. Il ballottaggio di Venezia è stato il più significativo della tornata elettorale di domenica, e tante sono state le reazioni politiche. "Congratulazioni a Luigi Brugnaro.A Venezia non ha perso il Governo e non ha vinto il centrodestra. Ha perso, meritatamente, il Pd veneziano che si arroccato a sinistra e soprattutto che aveva fallito in città, come per altro aveva riconosciuto pubblicamente in campagna elettorale anche Renzi", ha fatto sapere con una nota il veneziano Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, sottosegretario all'Economia in una nota. Zanetti, al governo con Renzi, al primo turno aveva appoggiato la Zaccariotto.

Per la senatrice del Pd, Laura Puppato, "è inutile girarci attorno, la sconfitta plateale e il risultato di 0-5 in Veneto, è pesante e al di sotto delle aspettative, dopo aver perso Padova l'anno scorso, lasciamo al centrodestra anche Venezia e Rovigo, oggi siamo deboli anche nei capoluoghi dove il centrosinistra sempre stato vincente". Soddisfatto invece il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che durante la campagna elettorale era stato a Mestre per sostenere Brugnaro. Una visita che rivendica con orgoglio: "Io sono l'unico esponente del centrodestra che il nuovo sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha incontrato prima delle elezioni. Venezia dimostra che si pu arrivare al ballottaggio senza Salvini e poi lui si aggrega".
Per il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina " è chiaro che alcune vicende di queste settimane non hanno fatto bene, sicuramente e soprattutto il caso Roma". Grande soddisfazione anche da parte del governatore del Veneto Luca Zaia, che aveva già collaborato con Brugnaro per la realizzazione del portale Expo Veneto, e che la scorsa settimana era sceso nella campagna elettorale a sostegno di Brugnaro, cercando di portare in dote i voti ottenuti come govenratore.
Sul caso Venezia è intervenuta anche l'ex candidata a governatore del Veneto, Alessandra Moretti, secondo la quale "la tornata elettorale sfavorevole sarà l'occasione per una ripartenza che saprà stupire se basata su più lavoro sul territorio, meno giochi di potere interno e soprattutto il ritorno del merito alla base della selezione di una nuova classe dirigente".

E poi ancora Renato Brunetta (Forza Italia), che cinque anni fa si era candidato alla guida della città, poi sconfitto, contro Giorgio Orsoni, poi finito ai domiciliari per finanziamento illecito e dimissionario per lo scandalo Mose. Per Brunetta "il metodo Venezia-Brugnaro è emblematico e clamoroso. Il candidato non è stato espressione diretta di un partito. E' stata individuata una personalità forte, moderata, spiazzante, di successo, proveniente dalla trincea del lavoro e dell'impegno associativo. Non gli stato chiesto di mettersi una divisa, di conformarsi a parole d'ordine, ma di essere se stesso".
Il dibattito su twitter. Il ballottaggio di domenica è stato uno degli argomenti più dibatttuti su twitter nel corso della notte, da parte di giornalisti, politici e appassionati di politica. Ecco alcuni dei tweet che sono stati animati dalla sfida in laguna.
Come si chiama in sessuologia quell'attività solitaria in cui eccellono a Venezia gli elettori di 5 stelle? #cinquepippe
— giuliano ferrara (@ferrarailgrasso) 15 Giugno 2015
Casson è stato battuto dagli sbarchi
— Luca Telese (@lucatelese) 15 Giugno 2015
A Venezia perde il Pd a vocazione grillina-manettara. Ad Arezzo perde il Pd a vocazione renzian-boschiana. E poi Nuoro. La campanella suona.
— Claudio Cerasa (@claudiocerasa) 14 Giugno 2015
Occhio Fabrì… @nonsondesto #Venezia #ballottaggi pic.twitter.com/FwzCiNhL7C
— Nonleggerlo (@nonleggerlo) 14 Giugno 2015
I candidati contano in Italia più dei partiti ormai dal 1993 e dalla fine della I Repubblica. Chi se lo scorda perde sempre #Venezia
— Gianni Riotta (@riotta) 14 Giugno 2015
È sempre una buona notizia un Pm che perde le elezioni #Venezia
— Fabrizio Rondolino (@frondolino) 14 Giugno 2015
Il Pd Venezia si è battuto per fazioni. Come ormai dappertutto. Più della metà degli elettori non vota. Perde la sinistra, muore la politica
— Concita De Gregorio (@concitadeg) 14 Giugno 2015
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