Boom del prosecco della Riviera

Enorme richiesta del mercato. Le Cantine riunite quadruplicano i dipendenti
DOLO: FOTO CANDIDATI "DOLO PER LA CITTA'". NELLA FOTO: PIERANTONIO ANGELI NATO A PADOVA IL 20/05/1954 07/03/05 © L. P˜rcile
DOLO: FOTO CANDIDATI "DOLO PER LA CITTA'". NELLA FOTO: PIERANTONIO ANGELI NATO A PADOVA IL 20/05/1954 07/03/05 © L. P˜rcile

DOLO. Il prosecco della Riviera riempie le cantine e le cucine dei ristoranti della zona e di Venezia. Vanno bene anche il resto dei doc della Riviera. Un boom del comparto enologico che ha permesso di incrementare l’occupazione alle Cantine Riunite della Riviera a Dolo. Da 5 dipendenti si è passati a 19. «Negli ultimi tre anni», dice Pierantonio Angeli direttore della cantine della Riviera, «il prosecco della Riviera è stato veduto ottimamente. Questo vino non ha nulla da invidiare agli altri prosecchi di pianura anche quelli del trevigiano».

«Il prosecco Doc della Riviera del Brenta viene prodotto prevalentemente nell’area del miranese nord», spiega Angeli, «e arriva a contare una produzione di circa 800- 1000 ettolitri». Per il doc della Riviera oltre al prosecco viene prodotto il Pinot grigio, il Prosecco, Cabernet, Merlot e Refosco. «Si tratta», continua Angeli, «anche in questo caso di vini che riusciamo a commercializzare direttamente ai ristoranti di Venezia e della Riviera e Miranese senza passare dalla rete vendita commerciale».

Il vino di Riviera e Miranese quest’anno ha in previsione 60 mila ettolitri dalle quattro cantine che lo producono cioè oltre a quella di Dolo, anche Campodarsego, Noale e Premaore : un calo del 35 % della produzione a causa di una estate piovosa e fredda. «Nonostante la crisi», ribadisce Angeli, «in questi ultimi 6 anni abbiamo creato occupazione quadruplicando i nostri dipendenti fissi. Ciò grazie a un modo di produrre e vendere che è moderno. In questi anni abbiamo vissuto anche il passaggio generazionale degli imprenditori agricoli con l’arrivo sul mercato di tanto giovani con idee fresche e dinamiche. Nel settore del vino il marchio Italia è una garanzia, fa la differenza e non teme confronti. Abbiamo aperto anche una rete di vendita diretta con la ristorazione in Germania e stiamo puntando a Francia ed Est Europa». (a.ab.)

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