"Bono mi ha visto e mi ha invitato a cantare"

Il sogno di Leonardo Pettenò si è realizzato al concerto degli U2. "Vox mi ha puntato il dito e sono sbiancato"
Bono Vox abbraccia Leonardo Pettenò alla fine del loro duetto
Bono Vox abbraccia Leonardo Pettenò alla fine del loro duetto

MARTELLAGO. "Un sogno che diventa realtà...". Non sa descrivere in altro modo l'esperienza di sabato scorso Leonardo Pettenò, trentacinquenne di Martellago, frontman dei Velvet Dress, storica band veneziana tributo agli U2: sabato gli U2 (quelli veri) consumavano l'ultimo concerto italiano del tour "Innocence+Experience" al pala Alpitour di Torino; al suo culmine, Bono Vox, il mitico cantante della band irlandese, ha deciso di coinvolgere il pubblico chiamando sul palco uno fra le migliaia di fan presenti per un duetto sul brano "Desire".

"Bono mi ha invitato sul palco a cantare"

"Ero in transenna" spiega Leonardo, ancora incredulo "e vedo il dito di Bono Vox puntare proprio il mio viso. Sono sbiancato, non mi è parso vero...". La sorpresa, però, deve aver colto anche Bono, dato che quel ragazzo scelto a caso, allenato da non meno di cinque anni a riprodurre fedelmente i suoi brani, è stato in grado di produrre un'interpretazione energica e vocalmente ineccepibile. Una straordinaria coincidenza, certo, ma che ha dato vita a un duetto memorabile, prontamente filmato e riversato su youtube, dove ha totalizzato in due giorni settemila visualizzazioni. A prescindere da tutto, però, un'esperienza di cui Leonardo Pettenò non si dimenticherà facilmente.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia