"Boicottate i venditori abusivi di mimose a Mestre"

MESTRE. "Non si può pensare che per risolvere questo problema si tolgano dalle strade alberi, simbolo di bellezza. Per questo noi di "Amico albero" e i cittadini che con noi ogni anno si mobilitano a difesa delle mimose di Mestre, invitiamo tutti l'8 marzo a non comperare fiori recisi dai venditori abusivi ai semafori. Se proprio dovete rivolgetevi ai fioristi che vendono fiori coltivati".
L'appello di Michele Boato appare l'unica risposta possibile dopo il raid contro le mimose di via Cappuccina, piantate dopo i lavori per la realizzazione del tram. E dai fioristi della Cgia di Mestre arriva un appello simile, contro l'acquisto di fiori di abusivi, presi chissà dove. “In occasione di ogni ricorrenza che si sposa con l’omaggio floreale – dichiara la rappresentante della categoria dei Fioristi degli artigiani di Mestre, Laura Bargossi – dilaga a macchia d’olio il numero degli abusivi che in ogni angolo della città vende illegalmente questi prodotti. Il danno economico che le nostre imprese subiscono è notevole, soprattutto in un periodo di difficoltà economica come questo”.
L'ufficio sindacale della CGIA ha inviato nei giorni scorsi una comunicazione ai Vigili Urbani, alla Guardia di Finanza e alle Autorità di pubblica sicurezza, affinché intensifichino i controlli per contrastare questo fenomeno. I vigili urbani di Mestre hanno già messo in campo oggi una pattuglia ma evidentemente presidiare tutti i semafori è impossibile e serve la collaborazione attiva dei cittadini.
“Ricordo – conclude la Bargossi – che dietro questi venditori abusivi ci sono organizzazioni criminali che con queste attività realizzano profitti milionari, mettendo sul lastrico centinaia e centinaia di piccole attività commerciali e artigianali del settore che nulla possono contro questa forma di concorrenza sleale”.
Quest'anno i prezzi dei mazzetti di mimose vanno dai 2,5 euro in su. “A seguito delle nevicate dei giorni scorsi – conclude la Bargossi – la qualità delle mimose rischia di essere abbastanza scadente, ma non nei negozi dei fioristi artigiani che, invece, possono contare su un prodotto estremamente selezionato”.
L'associazione mestrina con la categoria dei fioristi ha intanto consegnato, come tradizione, oltre 350 mazzetti di mimose alle degenti della Casa di riposo di Santa Maria dei Battuti. Un altro migliaio di ramoscelli è stato donato alle artigiane che sono transitate in questi giorni nelle 4 sedi della CGIA e alle dipendenti del Comune di Marcon.
Intanto aumenta, va detto, il numero delle donne che al mazzetto di mimosa dichiara di preferire attenzione e rispetto tutto l'anno.E anche loro si uniscono al coro: "Non compratele"
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