Blocchi di cemento sulle rotaie del tram

L’autista dà l’allarme: «Una persona con una felpa grigia ne ha posati due, nascosti da giornali». Sospetti su due ragazze
Di Mitia Chiarin
GIORNALISTA: Baschieri AGENZIA FOTO: Candussi LUOGO: via San Donà Mestre DESCRIZIONE: fermata del tram Pasqualigo
GIORNALISTA: Baschieri AGENZIA FOTO: Candussi LUOGO: via San Donà Mestre DESCRIZIONE: fermata del tram Pasqualigo

«Sono arrivato alla fermata Pasqualigo, direzione Favaro, e ho notato sul binario davanti a me un sacco di fogli di giornale, per terra. Quello ha attirato la mia attenzione. Poi ho visto che a 50 metri di distanza, verso Favaro, c’era una persona, con una felpa grigio chiaro e il cappuccio a coprirne il volto, ferma sul marciapiede. Ha preso qualcosa dalle reti metalliche del cantiere del vecchio distributore e l’ha posato sul binario opposto. Poi ha compiuto lo stesso gesto, posando qualcosa di pesante sul binario davanti a me. Io ho ripreso la corsa, avanzando lentamente con il tram e poi mi sono fermato e sono sceso. E allora ho capito: sulla rotaia c’era un pezzo di cemento, pesava almeno 20 chili. L’ho spostato assieme ad un collega».

Questo è il racconto di Alberto Celeghin, l’autista del tram che lunedì sera verso le 23 ha rischiato di investire in via San Donà, subito dopo la fermata Pasqualigo, un pezzo di cemento forato, che serve a reggere le transenne dei cantieri, posato lungo il binario. Un altro blocco era sulla rotaia a fianco. «Ho allertato la centrale e mi hanno spiegato che prima di me altri colleghi si erano fermati per spostare un altro blocco, nella stessa zona», racconta.

Insomma le “trappole” erano tre. «Quella persona - per me un ragazzino, mingherlino, forse minorenne - non si è accorta che l’avevo notata. Di certo si è nascosta per vedere cosa succedeva», dice l’autista.

Celeghin ieri mattina, con i colleghi e con l’avvocato di Avm, è stato ascoltato dalla Digos della Questura di Venezia che ora indaga sull’inquietante episodio che assume connotati che vanno ben oltre il vandalismo.

Attentato alla sicurezza dei trasporti: è questo, per Avm, il reato che si potrebbe configurare. Secondo le testimonianze degli autisti sarebbero state due le persone con il volto incappucciato che hanno posato blocchi di cemento sulla rotaia del tram lunedì sera, in via San Donà, in entrambi i sensi. Coprendoli anche con carta di giornale. Con il passare delle ore e l’aiuto delle telecamere in zona sono emersi altri dettagli: si tratterebbe di due ragazze, forse aiutate da un ragazzo. Le indagini proseguono. Per Avm e Digos non si tratta di un semplice atto vandalico ma qualcosa di più. I due pezzi di laterizio posati sopra i binari della tramvia, occultati da quei giornali, avrebbero potuto provocare gravi danni. Non avrebbero fatto deragliare il tram (il mezzo ha un dispositivo frontale di tutela, lo “scaccia sassi”) ma avrebbero potuto danneggiare la carrozzeria e forse ferire, nel sobbalzo, i passeggeri. Se fossero passate auto o moto, si sarebbe poi rischiato il peggio. Per l’azienda l’atto, proprio per questo, è «di gravità inaudita, sia per i rischi alla circolazione di auto, moto e biciclette sia perché pare che dopo aver posato i blocchi i responsabili abbiano tentato di coprirli con giornali».

L’area è videosorvegliata e l'azienda di trasporto spera che le immagini delle telecamere portino a individuare i responsabili. Forse adolescenti, come minorenni erano gli autori dei danneggiamenti alla centralina di viale San Marco, che aveva bloccato le corse del tram poche settimane fa. Allora si trattava di studenti della Manuzio.

È tempo di smetterla con questi giochi pericolosi. Il reato ipotizzato (articolo 432 del codice penale) prevede pene da uno a 5 anni. Tutti sono in allarme: Actv, Comune e sindacati. L’Ugl ha subito denunciato il fatto: «Chi ha fatto questo è un deficiente», si sfoga il sindacalista Alfredo Pipino. «Poteva scapparci il morto».

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