Blitz animalista in Regione contro la caccia alle nutrie

Bloccati con sterco animale e striscioni gli ingressi degli uffici del presidente Zaia e degli assessori a Venezia. Il gruppo "Centopercentoanimalisti" rivendica l'attacco in Canal Grande a difesa dei roditori di cui la Regione ha ordinato lo sterminio accusandoli di indebolire gli argini. La risposta: "Le nutrie sono solo il paravento delle colpe della classe politica nella mala gestione di fiumi e canali"
VENEZIA. Blitz “odoroso” quello fatto dal gruppo “Centopercentoanimalisti” davanti alla sede della giunta regionale del Veneto, a Ca’ Balbi, a Venezia. Il gruppo intendeva protestare contro la legge sull’abbattimento delle nutrie di recente approvata dall’organismo regionale.
Una pattuglia di animalisti è arrivata in barca davanti all’ingresso del palazzo sede degli uffici del presidente Luca Zaia e degli assessori e ha riempito gli ingressi di sterco animale e alcuni striscioni a difesa delle nutrie.
Il gruppetto è poi scappato in barca eludendo i controlli. Un blitz che dimostra, peraltro, la facilità con cui si possono attaccare le istituzioni a Venezia.
Caccia alle nutrie, c’è libertà di sparare
Immagine d'archivio
Accanimento. Per spiegare la sua mossa “Centopercentoanimalisti” ha diramato un comunicato.
«La Giunta Regionale Veneta (partito dei cacciatori) ha approvato il piano proposto dall’assessore Giuseppe Pan per sterminare le Nutrie», si legge, «Riesce difficile capire il motivi di tanto odio e accanimento contro un Animale del tutto innocuo. Cominciarono anni or sono le Province, forse per giustificare la loro esistenza mostrando di far qualcosa, ogni tanto. La campagna venne ripresa in occasione delle alluvioni nel Veneto, quando amministratori locali e Enti di Bonifica, veri responsabili del disastro per decennale incuria e malversazione, scaricarono la colpa su questi Animali.
Ma la spinta maggiore viene dalla lobby dei cacciatori, ben ammanicati, che aspirano a poter uccidere sempre, ovunque e senza limitazioni per soddisfare la loro perversa mania di sadici sanguinari. Infatti nessuna persona normale può godere e divertirsi uccidendo! Nel mirino non ci sono solo le Nutrie, ma anche Gazze, Cornacchie, Ghiandaie, Scoiattoli Grigi, Volpi, Cinghiali. Tutte specie “opportuniste e dannose”, come afferma l’incompetente ma pervicace assessore».
Da lunedì in azione le squadre anti-nutrie di cacciatori
Scesa in campo. Il gruppo animalista annuncia quindi la propria scesa in campo contro la Regione per difendere le nutrie.
«Noi CENTOPERCENTOANIMALISTI ci siamo sempre opposti, in molti modi, a questa ideologia di morte; e alle menzogne dei sostenitori della “soluzione finale”. Tutte i problemi attribuiti alle Nutrie sono solo falsità; e chiunque può accertarsene, facendo una ricerca sul web riguardo il loro comportamento, abitudini, alimentazione. L’infame piano approvato prevede che una quantità di soggetti possa ammazzare le Nutrie per tre anni senza limite di quantità ovunque e in qualsiasi modo, escluso il veleno. Si vuole arrivare, come dicono, alla “eradicazione” della specie: cioè a quello che viene chiamato più propriamente BIOCIDIO. CENTOPERCENTOANIMALISTI intende lottare contro questo progetto criminale e folle, anche con azioni sul campo.  La nostra lotta è appena iniziata, giù le mani dalle Nutrie!».
Ricordiamo che le nutrie, il famoso “rat musquè” importato dagli allevatori negli anni Settanta per il mercato delle pellicce a basso prezzo, scavano le tane lungo i corsi d’acqua e sono accusate da alcune amministrazioni di provocare danni agli argini.
«Le alluvioni? Erano previste La colpa è dei politici veneti finora non hanno fatto nulla»
A sinistra Giovanni Maria Zuppi ordinario di Idrogeologia all’Università di Ca’ Foscari A destra Luigi D’Alpaos ordinario di Idrodinamica all’Università di Padova Ai lati due edifici costruiti nelle golene di Livenza e Piave
Alluvioni. Da parte loro, invece, i più grandi esperti di ingegneria idraulica, hanno accusato la Regione di essere l’unica responsabile, nelle varie amministrazioni succedutesi, del disastro idrico che attanaglia il Veneto, con allagamenti e devastazioni ogni autunno, a causa del mancato ripristino e adeguamento della “Rete idrica minore” (Rim) che assicura il deflusso delle acque in un territorio sempre più urbanizzato e in cui l’impermeabilizzazione del suolo ha avuto punte impensabili. 

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