«Bisogna garantire un rifugio ai bisognosi»

Sit-in ieri sera di una quarantina di attivisti di Centro Rivolta, Morion e Coordinamento studenti medi
Foto Agenzia Candussi/ Morsego/ Mestre, Stazione FS/ Protesta degli attivisti del centro Rivolta contro la chiusura della stazione ai senzatetto.
Foto Agenzia Candussi/ Morsego/ Mestre, Stazione FS/ Protesta degli attivisti del centro Rivolta contro la chiusura della stazione ai senzatetto.

«La stazione deve rimanere aperta come gli altri anni e in caso contrario si deve provvedere a mettere a disposizione di chi dorme all’addiaccio, un luogo chiuso e caldo dove poter passare la notte». Una quarantina di attivisti del centro sociale Rivolta, del Morion e del Coordinamento studenti medi ieri attorno alle 20, si sono presentati davanti alla stazione di Mestre, mentre gli operatori della Casa dell’Ospitalità stavano rifocillando clochard e senzatetto. Obiettivo: costringere Grandi Stazioni a tenere aperto il complesso, come accadeva con il freddo fino all’anno passato. Hanno srotolato gli striscioni, appesi all’entrata con tanto di slogan: «Stazione aperta emergenza freddo», e ancora «operazione Siberia, nessuno al freddo». Assieme ai ragazzi del Rivolta, anche ex operatori della cooperativa che fino a all’anno passato gestiva il progetto: «Gli anni scorsi», spiega Vittoria Scarpa, «su richiesta del comune e a sua volta della prefettura la stazione teneva aperto, quest’anno per la prima volta rimane chiusa. Al di là del fatto che ci sia o meno qualcuno che rimane senza un letto dove passare la notte, non è possibile che con queste temperature non ci sia un luogo, anche provvisorio, un tendone, qualsiasi cosa, dove chi non ha un posto dove andare possa rifugiarsi. Un posto che, tra l’altro, dovrebbe essere adeguatamente segnalato. È una questione di umanità prima di tutto, perché ogni sera finché continua a fare tanto freddo, si rischia il morto». Pian piano i senza tetto sono stati accompagnati con i pulmini alla Casa dell’Ospitalità, dove sono stati messi a disposizione i posti letto, i manifestanti invece, sono rimasti ancora per un po’ davanti alla stazione. «Per ora non abbiamo intenzione di andarcene», continua Scarpa, «quando la stazione chiuderà, rimarremo dentro in segno di protesta».

Marta Artico

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