Biennale di Venezia, esposto degli animalisti in “difesa” di due cani

Sei dobermann in una gabbia al Padiglione della Germania: “Sotto stress, basta sfruttare gli animali”

Biennale, la performance che ha fatto arrabbiare gli animalisti

VENEZIA. Deve ancora aprire e già finisce in un esposto: gli artisti della Biennale suscitano spesso reazioni forti. Se due anni fa erano state le mobilitazioni contro il padiglione-moschea alla Misericordia, questa volta sono gli animalisti ad aver firmato una segnalazione alla Polizia municipale e all’Ufficio veterinario, in “difesa” di cani dobermann (sei) da venerdì rinchiusi in una grande gabbia a ridosso del padiglione della Germania ai Giardini della Biennale, protagonisti della performance di apertura dell’artista Anne Imhof e del suo “Faust”.

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Una delle opere esposte all'Arsenale

Nel catalogo di presentazione dell’opera si legge: «I cani nel canile, il padrone e il cane, il cane e chi si tiene al guinzaglio sono testimonianza di un rapporto di potere soggetto ai mutamenti culturali e simbolo delle mutevoli costruzioni di natura: il canile quale mondo». Nella grande gabbia, i dobermann - che sono stati affittati da una signora veneziana - si alternano a due alla volta giocando e sfiorandosi per ore con due performer.

Gli animalisti temono che siano soggetto a uno stress troppo forte, davanti alla ressa di fotografi, giornalisti, reporter, visitatori che si affolleranno in questi giorni di vernice della Biennale, fino all’inaugurazione di sabato.

La gabbia per i due dobermann
La gabbia per i due dobermann

«Ancora una volta gli artisti, in particolare modo quelli invitati a La Biennale, utilizzano in maniera inappropriata esseri viventi», scrivono così nella segnalazione Cristina Romieri, del gruppo Vegan Venezia, e Tiziana Zanotti, della Lav, «ovviamente gli animali avranno cibo e acqua e saranno in regola con le autorizzazioni sanitarie, ma sicuramente l' essere in una gabbia con il continuo passare accanto di migliaia di visitatori produrrà loro un inevitabile stress in uno spazio ristretto che non è certo il loro habitat naturale".

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"Chiediamo pertanto alle istituzioni competenti", concludono gli animalisti" di verificare lo stato di salute degli animali. Resta la nostra assoluta contrarietà ad utilizzare e sfruttare animali per esibizioni "artistiche": ci sono un'infinità di modi per esprimere la propria creatività». In passato a provocare esposti erano state le centinaia di piccioni imbalsamati di Cattelan, tappeti di topi, formiche in teca, piccioni colorati in Piazza, le mucche in formaldeide di Hirst, galline, pecore dipinte.(r.d.r.)

 

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