Bevilacqua, dietrofront del Comune

L’assessore Zuin: «Non sarà accorpata, ma un’istituzione con tre consiglieri. Mi hanno colpito le parole di un giovane artista»
Interpress/Mazzega Venezia, 21.07.2016.- Comune di Venezia X°Comm. argomento Bevilacqua La Masa.-
Interpress/Mazzega Venezia, 21.07.2016.- Comune di Venezia X°Comm. argomento Bevilacqua La Masa.-

Bevilacqua la Masa, l’amministrazione Brugnaro fa marcia indietro: la fondazione veneziana che da oltre un secolo promuove i giovani artisti resta autonoma, non sarà assorbita dall’assessorato alla Cultura - come era stato, invece, annunciato nei giorni scorsi, nell’ambito di un programma di tagli di spese - anche se la nuova istituzione avrà un consiglio di amministrazione ridimensionato da 7 a 3 componenti nominati dal sindaco e ai quali sarà chiesto di rinunciare a qualsiasi compenso.

È dietrofront: per la Bevilacqua - nata grazie alle donazioni nel testamento della mecenate Felicita Bevilacqua, che lasciò la sua collezione e i suoi beni a Ca’ Pesaro - niente più “inglobamento” tra le tante attività degli uffici comunali, come invece sarà per Centro maree, Ente gondola e Parco della Laguna.

Dopo giorni di reazioni cittadine polemiche - critiche arrivate non solo dal mondo della cultura e dalle opposizioni, ma anche dal capogruppo dei fucsia Maurizio Crovato che ha parlato di «un granchio preso dall’amministrazione» - ieri mattina è arrivato di buon ora l’annuncio dell’assessore Miche Zuin: «Sono disponibile a rivedere l’accorpamento dell’Istituzione Bevilacqua La Masa all’interno della direzione Cultura, con l’obiettivo però di creare una nuova istituzione per renderla più dinamica e attiva. È fondamentale che tutte le forze “buone” della città contribuiscano con idee e proposte innovative all’azione della nuova istituzione, spazio per far crescere i giovani e non vetrina per i soliti noti».

Eppure solo giovedì, nel corso dell’accesa discussione in commissione comunale sui tagli di spesa e la riorganizzazione comunale, Zuin era stato netto: «Sono sempre più convinto: l'Istituzione Bevilacqua La Masa va sciolta». Cosa è successo?

La notte di giovedì ha portato consiglio: dove non è arrivata la pur forte contestazione sono arrivate le parole di Gaetano Olmo Stuppia, uno dei nove artisti ospiti della fondazione, intervenuto per ultimo in commissione. «Diciamo che è una decisione frutto di una riflessione, perché non è vero che questa amministrazione non ragiona sulle cose che vengono dette, quando non sono mero scontro politico a prescindere», commenta Zuin, «mi hanno molto colpito le parole del giovane artista intervenuto in commissione: senza alcuna aggressività o preconcetta posizione politica, ha spiegato con toni pacati e accortati come la Bevilacqua La Masa sia l’unica realtà che sostiene fattivamente l’attività dei giovani artisti e che senza sarebbero stati soli, senza riferimento. Le sue parole mi hanno fatto pensare: abbiamo ricevuto il mandato dagli elettori di rendere più efficiente la macchina comunale e si fosse trattato di risparmiare un milione non avrei avuto dubbi a mantenere la decisione presa, ma alla luce di questa riflessione nel merito con il sindaco Brugnaro abbiamo deciso che l’istituzione Bevilacqua La Masa resti tale, anche se nuova, con un cda di 3 esperti, ai quali chiederemo di rinunciare ai compensi. Non vogliamo che si dica che l’amministrazione non capisce i bisogni dei giovani o che non cambia idea per puro orgoglio».

Tutto risolto? Resta ora da vedere quali provvedimenti seguiranno per modificare le decisioni prese dalla giunta. E il dibattito più generale resta. «La questione centrale che si poneva con la soppressione della Fondazione da parte del sindaco e che resta anche con la successiva retromarcia», commenta il capogruppo pd in Consiglio comunale, Andrea Ferrazzi, «è il tema dell'autonomia della produzione culturale rispetto al potere politico. Tema centrale e delicato. L'autorità pubblica può dare indirizzi, ma deve salvaguardare lo spazio autonomo di chi attraverso la cultura anima la comunità. Il Comune investa affinché la Fondazione sia sempre in linea con la volontà della fondatrice: creare a Venezia un luogo di produzione culturale in particolare per i giovani artisti, come si fa già oggi con gli atelier, emancipato anche dalla tradizione accademica».

Roberta De Rossi

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