"Basta pidocchietti", il negozio antipidocchi con lunghe file di attesa

L'intuizione di una mamma imprenditrice che ha lanciato l'attività in via Garibaldi: «In Spagna abbondano, qui non c’era ancora niente» 

Mestre, il primo centro anti-pidocchi: agenda piena di richieste

MESTRE. Si chiama “Basta pidocchietti” e ha aperto ad inizio anno alla fine di viale Garibaldi su iniziativa dell’imprenditrice Susana Reviejo, spagnola di nascita, in Italia da parecchi anni. È un centro specializzato nell’eliminazione di pidocchi e lendini, ovvero le uova. E non è mai vuoto, tanto che ha dovuto aprire due giorni in anticipo sulla tabella di marcia, visto che i clienti erano già in lista di attesa. Il volantino recita: “Un bambino con i pidocchi è più soggetto al bullismo”. E ancora: “Il prurito riduce la concentrazione a scuola”.

Come funziona l’intervento? Le fasi sono tre: aspirazione con filtri speciali, pettinatura mediante delle “pettinelle metalliche” e infine l’ispezione, ciuffo per ciuffo, per eliminare le larve. Il tutto usando prodotti spagnoli al 100 per cento naturali e senza agenti chimici. Il negozio lavora grazie a Facebook, al passaparola e le chat WhatsApp delle mamme. È un franchising: la catena è spagnola e in Veneto è una assoluta novità (altri tre sono a Roma, Torino e Milano). «In Spagna ci sono moltissimi centri di diverse catene», spiega la titolare, «l’idea mi è venuta perché ho avuto lo stesso problema con le mie due bambine, scoprendo che qui non c’era nulla, così ho iniziato a pensarci».


«Lavoriamo tantissimo fin dal primo giorno», continua. I clienti? «Bambini dai 3 anni ai 14 e genitori. La madre porta la figlia, ma noi esaminiamo anche i fratellini, maschietti e femminucce, perché avere i capelli corti non mette al riparo dai pidocchi». Tanti falsi miti sono da sfatare: la mancanza di igiene non c’entra nulla. «I pidocchi si prendono in aereo, in treno, al cinema, nei locali pubblici dove si appoggia la testa. Qualcuno viene con il prurito, crede di averli ma invece è forfora, o sono irritazioni». E la nazionalità: «La quasi totalità di clienti sono italiani. I pidocchi sono come le zanzare, non distinguono tra italiano o straniero e lo sporco non c’entra nulla, crederlo è completamente sbagliato. Dipende dal Ph della pelle delle persone, come con le punture di zanzara, è una questione di predisposizione. I bambini a scuola stanno a stretto contatto, giocano, si scambiano le cose e i pidocchi non saltano e non volano, ma camminano».

Cosa si deve fare? «Toglierli e basta». Difficile non prenderli: ma ci sono prodotti il cui odore non piace ai pidocchi. «La cosa importante», spiega Susanna, «è tornare e controllarli: il pidocchio ha un ciclo di vita, se vai in farmacia uccidi il pidocchio vivo, ma non le lendini, ecco perché è importante fare la revisione la settimana successiva». Il negozio apre anche su richiesta: «Se una bambina è stata mandata a casa da scuola perché ha i pidocchi, noi facciamo il trattamento subito». I bambini si siedono e guardano i cartoni animati; alle mamme viene dato un foglietto di istruzioni da seguire a casa.

Costi? Un trattamento completo della durata di 90 minuti più la revisione di 30, dopo 7 giorni, costa 75 euro. Con lo sconto famiglia 65. Il controllo è gratuito, per i casi “severi” ci si accorda. I prezzi sono omologati al mercato italiano.

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