Aperta la Porta Santa a Bibione «Viviamo bene anche la vacanza»

BIBIONE. Emozionante e suggestiva cerimonia di apertura della Porta Santa. Il Giubileo della Misericordia ha fatto tappa, dunque, nella città balneare veneziana, la spiaggia più importante (Brussa a...
COLUCCI - DINO TOMMASELLA - BIBIONE - APERTURA PORTA SANTA
COLUCCI - DINO TOMMASELLA - BIBIONE - APERTURA PORTA SANTA

BIBIONE. Emozionante e suggestiva cerimonia di apertura della Porta Santa. Il Giubileo della Misericordia ha fatto tappa, dunque, nella città balneare veneziana, la spiaggia più importante (Brussa a parte dove vige un trattamento sperimentale) dell’intero territorio diocesano della curia di Concordia Pordenone. Monsignor Giuseppe Pellegrini ha guidato la processione per le strade del centro di Bibione, già affollata di turisti per la ricorrenza del Corpus Domini, una festività molto più sentita in Germania e in Austria, che non in Italia.

Il monsignore era accompagnato dal parroco di Bibione, don Andrea Vena, che gli ha affidato, una volta sul sagrato, le chiavi della Porta Santa. Il ritratto delle mani di Cristo che si posano sul campo dell’uomo, in realtà su ognuno di noi, era ricavato su vetro, ricalcando le tradizioni dell’arte veneta. E per l’apertura il vescovo Pellegrini si è fatto aiutare da fedeli che rappresentavano l’essenza di Bibione, località in cui si lavora per il benessere dei propri ospiti. Le personalità che hanno accompagnato il vescovo all’apertura della porta, erano il medico di Bibione, Giacomo Pasian, il presidente dell’Abit, Sabrina Visentin, il giovane presidente degli albergatori Aba, Silvio Scolaro. E un turista scelto a caso, Marco Faganello, trevigiano di Miane.

Il vescovo di Concordia, Monsignor Pellegrini, durante l’omelia ha avuto modo di scherzare con un gioco di parole. «Una delle opere di misericordia», ha detto, «è quello di accogliere i pellegrini, e non solo me che sono Pellegrini». Poi però il vescovo è diventato più serio. «Non è vero che per raggiungere la felicità bisogna conseguire le cose futili», ha detto, «noi ci siamo allontanati da Dio scegliendo qualche scorciatoia. La Porta Santa accoglie noi, per amore di Dio. Un Dio che con Gesù ci ha dato tutto». E ancora. «Dio ci ama così tanto che rispetta la nostra libertà. Sta a noi accoglierlo. Sono importanti l’ascolto e il silenzio. Vivere bene la vacanza serve per il recupero fisico e spirituale. Bibione diventa così Chiesa Giubilare per essere vicina a chi riposa e fa festa, ma anche a chi lavora. Noi rischiamo, vivendo di corsa, di non contemplare il Creato. Solo la serenità conduce alla pace e alla gioia».

Rosario Padovano

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