«Altri capannoni in viale Venezia»

MIRANO. Non solo nuove case. Nel Miranese aumentano anche i capannoni, nonostante un territorio reso più povero dalla crisi e dalla presenza di sempre più edifici vuoti. A denunciarlo ancora una volta è il Movimento 5 Stelle, con il capogruppo a Spinea, Massimo De Pieri. Ieri De Pieri ha puntato il dito contro l’ultimo consumo di suolo pronto a far discutere, previsto ai confini tra Mirano e Spinea: si tratta di un vero e proprio piano di lottizzazione industriale, che ricadrebbe in Comune di Mirano, ma ai confini con Spinea, lungo viale Venezia. Lo scorso mese la Regione ha chiesto proprio al Comune di Spinea un parere in merito agli eventuali effetti derivanti dall’intervento per il suo territorio. Il piano riguarda un’area destinata dal piano regolatore del Comune di Mirano a zona artigianale e per la piccola industria, in un ambito di oltre 5 ettari, precisamente un’area di 51.667 metri quadri di cui 42.695 destinati a piano urbanistico e 8.972 metri quadri destinati a bacino di laminazione.
L’area si trova a sud di viale Venezia, a ridosso dello scolo “Padovana” e confina lungo tutto il lato est con il territorio comunale di Spinea. Secondo i 5 Stelle il piano proposto prevede la realizzazione di 9 lotti per una superficie fondiaria di poco più di 4 ettari, una superficie coperta di poco più di 20 mila metri quadri e un volume edificabile di poco meno di 112 mila metri cubi. Prevista anche una fascia a verde della profondità di circa 20 metri posti lungo il confine est. Per il M5S si tratta dell’ennesimo scempio in arrivo: «Ancora capannoni per chi, per che cosa?», si chiede De Pieri, «con tutti quelli vuoti e inutilizzati lasciati dalla crisi e dalla delocalizzazione delle imprese è ingiustificabile che si prosegua con questo dissennato consumo di territorio agricolo».
Filippo De Gaspari
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