Allarme della Dingo: «A Venezia e Mestre ci sono 2.500 gatti randagi»

La maggior parte in terraferma, in centro storico sono sterilizzati e anche  per questo c’è l’invasione di topi. «Abbiamo bisogno di fondi e nuovi volontari»

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VENEZIA. Sono sempre più i gatti randagi che vivono tra Mestre, Venezia e le isole.

Lo segnala la Dingo, associazione che da anni lavora in città nell’assistenza dei felini attraverso l’impegno dei propri volontari. Secondo la Dingo sono circa 2.500 i gatti sparpagliati sul territorio comunale e senza una famiglia che li accudisca. La gran parte in terraferma, perché nella città storica da qualche anno dopo le ultime campagne di sterilizzazione gatti per strada non se ne vedono più. E questo ha aumentato l’invasione dei topi in molte zone, richiamati anche dai rifiuti lasciati in strada da privati o esercizi pubblici.



Circa la metà dei gatti randagi non sono sterilizzati. «La gran parte di questi gatti sono alimentati da noi», dicono i volontari della Dingo, «soccorsi in caso di malattia o ferite, con ingenti spese negli ambulatori veterinari privati, raccogliendo fondi a questo destinati con iniziative pubbliche di vario genere. La Dingo è nata infatti per prestare soccorso ai randagi e incrementare il controllo delle nascite, evitare epidemie derivanti dal sovraffollamento in aree degradate e da carenze alimentari. Nelle aree metropolitane il gatto domestico, abbandonato e lasciato prolificare, si moltiplica accentuando la ricerca di zone dove trovare rifugio, riparo e sussistenza, aggregandosi temporaneamente in quelle che vengono definite colonie feline».

La Dingo adesso si rivolge ai cittadini sensibili alla sorte degli animali liberi per chiedere attenzione, aiuto, adesione e collaborazione in tutte le iniziative pubbliche per reperire fondi e volontariato. E anche per questo il 9 dicembre sarà organizzata alla Scoleta dei Calegheri di San Tomà una mostra di opere grafico-pittoriche degli alunni di alcune scuole veneziane, frutto di una collaborazione con insegnanti attenti al tema dei diritti degli animali.

Intanto Dingo e Lipu si sono incontrate con il consigliere comunale delegato per le isole, Alessandro Scarpa Marta, per discutere delle colonie feline di Ca’ Roman a ridosso dell’oasi naturalistica gestita proprio dalla Lipu. Secondo quest’ultima la presenza di molti gatti randagi potrebbe creare problemi alla nidificazione degli uccelli, anche rari, che vivono nella riserva, e assieme alla Dingo intende studiare soluzioni per monitorare la situazione.

Sarà fatto un censimento dei gatti e si lavorerà a un piano di adozioni. Saranno poi previste cure, vaccinazioni e sterilizzazioni.

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