Cavarzere, aggredite e morse da due cani: 33enne a processo per lesioni

Sei anni fa i suoi due Amstaff avevano attaccato una donna e due bambine: una di loro è stata costretta a sottoporsi a un intervento di plastica facciale

Roberta De Rossi
Aggredite da due Amstaff a Boscochiaro
Aggredite da due Amstaff a Boscochiaro

Era una bimba di 9 anni, quando in una sera di quasi estate del maggio 2019, mentre giocava felice in bicicletta con la madre e un’amichetta, tra le strade di Boscochiaro, erano state aggredite a morsi da due Amstaff, cani di razza American Staffordshire Terrier, sfuggiti al controllo della proprietaria e che si sono avventati con ferocia sulla donna e le bambine.

A quasi sei anni di distanza, una di quelle bimbe oggi ragazza - che aveva avuto una guancia scarnificata da un morso - deve ancora sottoporsi a un nuovo intervento di plastica facciale.

La storia è riemersa ieri al Tribunale di Venezia, nel corso del processo che vede la L.D, 33enne proprietaria dei due animali a processo con l’accusa di lesioni aggravate in violazione del codice della strada, attraverso la formulazione articolata dell’articolo 184 del Dpr 285/92: «Per ogni due animali da tiro, da soma o da sella, e per ogni animale indomito o pericoloso, è necessario un conducente».

Le conseguenze di quell’aggressione furono molto gravi: oltre alla figlia morsicata più volte al volto e a una gamba, la madre ebbe il braccio azzannato, una falange della mano distaccata (e poi reinnestata dai chirurghi), e anche l’altra bambina venne morsa più volte.

Il processo è stato aggiornato al 7 novembre, per raccogliere la testimonianza di vittime e testimoni.

Secondo l’accusa, la proprietaria dei due animali «mentre conduceva al guinzaglio i due cani, dotati di una notevole forza e particolarmente aggressivi, perdeva improvvisamente il controllo dei carnivori, che si gettavano dapprima su una delle bambine, poi sulla madre e sull’altra bimba, che transitavano in bicicletta, infliggendo alle vittime profondi morsi in tutte le parti del corpo.

«La colpa», specifica l’accusa, «è consistita nell’aver condotto nella pubblica via, in luogo soggetto al transito di veicoli e pedoni, due cani di grossa taglia e mordaci, non addestrati ai comandi del padrone e non adeguatamente contenuti con idonee museruole e guinzagli con meccanismi atti a controllare eventuali strappi dei due animali, per impedire loro di correre pericolosamente per la pubblica via».

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