Aeroporto di Venezia: «Marco Polo ampliato, inaugurazione a maggio»

Marchi conferma la promessa: inviterò anche il premier Renzi

MESTRE. «A maggio 2017 inaugureremo la nuova aerostazione ampliata. Me lo ha chiesto al telefono lo stesso ministro Delrio, ricordandomi quella data che avevo indicato. Una data che ora qui riconfermo. E invito fin da subito sia il ministro che il premier Renzi». Sintonia tra aeroporto di Venezia e governo, questo il messaggio del presidente della Save Enrico Marchi all’inaugurazione della nuova darsena e del nuovo tapis roulant in galleria di collegamento all’aerostazione del Marco Polo. «E ringrazio il governo per non aver scelto di aumentare le tasse sul trasporto aereo».

Graziano Delrio ricambia la cortesia confermando anche gli investimenti nell’alta velocità anche per Venezia: «Venezia deve essere vivibile ed accessibile via terra, aria, strada ed acqua», ribadisce il ministro delle Infrastrutture.

Inaugurazione per 500. Enrico Marchi, presidente di Save, ha fatto gli onori di casa al Marco Polo davanti ad un parterre di oltre 500 invitati: 450 tra politici, amministratori, prefetto e questore, rappresentanti delle forze dell’ordine, parlamentari (da Felice Casson ad Andrea Martella e Mario Dalla Tor) magistrati come Carlo Nordio. Ci sono i rappresentanti delle associazioni industriali di Verona e Brescia assieme al presidente degli industriali veneziani, Matteo Zoppas.

Pacchetto da 100 milioni. Una progettazione tutta curata in casa quella della nuova darsena e del moving walkway, pacchetto da 33 milioni di investimento, inaugurato ieri assieme ai 15 milioni spesi per le nuove sedi di vigili del fuoco e finanza, i 20 milioni della centrale di rigenerazione e i primi due lotti di infrastrutture di volo (altri 28 milioni di euro). «Dopo un anno e mezzo di lavoro consegniamo oggi opere per 100 milioni di euro con un impegno portato avanti 24 ore su 24», ribadisce Marchi, ricordando che «Save fa seguire alle parole, i fatti». Le polemiche del passato sono archiviate. Per vedere la nuova porta d’acqua del Marco Polo ci sono voluti più di 12 anni, tante polemiche sul progetto di Gehry poi cancellato e sostituito da una moderna cavana, inaugurata ieri.

Agenzia Candussi, giornalista Chiarin/Vitucci. Inaugurazione nuovo Moving Walkway e Water Terminal presso aeroporto Marco Polo Venezia.
Agenzia Candussi, giornalista Chiarin/Vitucci. Inaugurazione nuovo Moving Walkway e Water Terminal presso aeroporto Marco Polo Venezia.

Investimenti futuri. «Cambierà volto questo aeroporto con un investimento che dal 2012 al 2021 è di 800 milioni di euro», prosegue il presidente di Save che con il controllo di Treviso, Verona e Brescia pensa alla società come al cuore degli aeroporti del Nordest, «soggetto, forte, aggregante e indipendente che deve continuare a mantenere le sue radici in Veneto». Per il 2017 sono previsti oltre alla prima fase di estensione del terminal passeggeri TL1, la nuova sala Vip. In progettazione è il nuovo terminal passeggeri TL2 con la nuova area Schengen, la nuova extra Schengen, edifici a nord e sud del terminal con nuovi finger; il rifacimento delle piste e l’ampliamento del piazzale Nord, nuovi parcheggi.

Rapporti con il Comune. Nel Masterplan 2021, 40 milioni di euro vengono investiti nella sostenibilità ambientale; in Save esiste una sala “municipio” per gli incontri e si è tornati alla « piena sintonia con la città grazie al dialogo costante con il sindaco Brugnaro».

Agenzia Candussi, giornalista Chiarin/Vitucci. Nuovo Water Terminal presso aeroporto Marco Polo Venezia.
Agenzia Candussi, giornalista Chiarin/Vitucci. Nuovo Water Terminal presso aeroporto Marco Polo Venezia.

Enac, tre miliardi agli scali. Gli 800 milioni di investimento sono il frutto del contratto di servizio con l’Enac. «Per i prossimi cinque anni verranno investiti tre miliardi per gli aeroporti», ha detto il presidente Vito Riggio. Un miliardo per Roma Fiumicino, poi Milano e Venezia, terzo aeroporto chiave dello sforzo di investimento di Enac. «Sembra poco - ha precisato Riggio - ma è finanza totalmente privata che sgrava il pubblico che non ha risorse». E «l’'importante - ha proseguito il presidente dell’Enac - è che poi le opere vengano realizzate. Per questo applichiamo il protocollo di controllo interno nell'ambito di un modello che funziona ovvero quello che vede il Ministro che dà le indicazioni, l'Enac che se ne fa carico e gli scali che le realizzano, come nel caso di Venezia».

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