Addio a Mucciardi il re delle reti da pesca

Consumato da una lunga malattia, Giovanni aveva 82 anni. Di origini napoletane, era una figura carismatica dell’isola

PELLESTRINA. È morto Giovanni Mucciardi, aveva 82 anni e viveva a San Piero in volta. Era un pescatore, una figura carismatica dell’isola. Uno degli ultimi che conosceva la tecnica per realizzare reti da pesca “ferme”. Giovanni apparteneva ad una storica famiglia di origini napoletane.

La pesca l’aveva nel sangue. Negli ultimi mesi che ha trascorso quasi sempre a letto per un male che lo ha distrutto, il viso solcato dalla sofferenza si illuminava solo quando parlava di pesca, di battute in mare, di giornate a remare e a calare reti dalle sanpierote. Da tutti è considerato un grande pescatore come del resto i fratelli e i cugini che fino agli anni Novanta erano definiti i “principi” della flotta di Pellestrina.

La fama di abili pescatori si sintetizza in una frase che spesso si sente ripetere sull’isola: se i Ballarin pescano un pesce, i Mucciardi ne pescano venti. E non è questione di fortuna o di benedizione divina, ma di profonda cultura del mare e dell’uso sapiente delle reti. Le reti o “arti”, come si dice nel gergo dei pescatori di Pellestrina, hanno rappresentato il punto di forza dei Mucciardi.

Venetians: Ballarin e l'arte di costruire reti da pesca

Famiglia che ha le sue origini in un marittimo napoletano che, all’inizio del secolo scorso, si era fermato sull’isola e sposato con una donna del luogo. Giovanni è il maestro che con la sua capacità di realizzare reti ha fatto la fortuna della famiglia, da autodidatta ha costruito reti che prima di lui, sull’isola, non si erano mai viste. Reti che realizzava a seconda del tipo di pesca a cui erano destinate o della corrente o del luogo dove venivano calate.

Fino allo scorso anno lo si poteva vedere, davanti all’uscio di casa o in riva, aggiustare o costruisce reti, Le sue mani eseguivano movimenti e intrecciavano fili in geometrie che solo algoritmi complicati possono riprodurre al computer. I teoremi matematici lui li aveva nella testa e li ha insegnati ad altri pescatori. Ma il suo sapere si è quasi del tutto perduto, perché sempre meno sono coloro che continuano a fare i pescatori conoscendo i fondamentali di questo mestiere.

Nei suoi racconti non mancavano mai la fame patita da ragazzino, la bomba d’aereo che gli è esplosa a pochi metri mentre con lo zio a remi stava tornando da una battuta di pesca e il pesce spada da un quintale che i Mucciardi hanno pescato negli anni Ottanta. E poi era uno spettacolo assistere agli “affreschi” verbali che faceva quando spiegava la pesca con le sanpierote che iniziava quando il sole tramontava dietro a Chioggia e finiva quando lo si vedeva sorgere dal Lido. —
 

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