"Acqua granda" a Venezia, la notte da incubo del 12 novembre nelle immagini
I filmati girati nei giorni in cui la Serenissima ha avuto paura. Le situazioni, le voci, i volti

Interpress\M.Tagliapietra Venezia 13.11.2019.- Acqua alta eccezionale. Cripta di San Marco.
VENEZIA. La marea attesa sopra la norma. “Varda che sarà bea alta”, “Se almeno ci fosse il Mose”, le voci mentre alla mattina bevi il caffè al bar. "Ma alta quanto?". "Chiamano 140 centimetri".. La giornata in redazione in terraferma a occuparsi di tutt’altro, gli incidenti, le indagini, le confidenze politiche. E poi ricordarsi, aprire il cassetto, trovare gli stivali, programmare di rientrare verso casa alle 21, anzi, un po’ prima, chiedendo a un collega di “coprirti”, perchè già alle 11 del mattino aveva superato il metro e 25 e il giorno prima il metro. Nessuno si aspetta nient'altro che una bella acqua alta e i turisti sguazzano in Piazza.
Una laguna stanca, intasata d’acqua sporca di sacchetti d'immondizia che gli spazzini non riescono a ritirare, una marea che non fa tempo a uscire con il riflusso, uno scirocco che non se ne va e la “tempesta perfetta” in arrivo con il vortice che è atteso al colmo di marea e di “sessa”, quell’onda strana che arriva nei bacini semichiusi, come il povero Adriatico, stanco anche lui di tanta agitazione e che si ritira sempre più “in cantòn”, nel Golfo di Venezia, alzandone il livello del mare.
Con l'acqua alta a Venezia si cammina tra i sacchi di immondizia
Eppure, se tutti la chiamano, alle 5 del pomeriggio la laguna si ritira a 45 centimetri sul medio mare di punta della Salute. E qui che comincia la furia, come ogni furia comincia piano, si autoalimenta, cova in un sordo brontolio prima di esplode.re. Alle 18 la marea è a 58 centimetro. Ma due ore dopo è mezzo metro più alta.
Tutte le previsioni da quel momento cominciano a saltare, gli aggiornamenti non fanno tempo a dare nuove previsioni che vengono superati.
Una città di sirene che suonano, di negozianti e ristoratori che mettono le paratie alle porte, di abitanti che le fissano ai portoni di turisti che iniziano a fare i tuffi nell’acqua lercia che sale dai tombini e inonda le calli. Ma una città incollata agli schermi, dove le previsioni cambiano ogni mezzora, e alle finestre, dove l’ululato del vento di scirocco aumenta di un semitono dopo l’altro.
Acqua alta a Venezia, il vaporetto tra le onde: "Ma riusciamo ad arrivare a terra?"
C’è chi tenta di raggiungere casa, chi capisce che qualcosa di eccezionale sta arrivando verso le 19 quando ci si rende conto che l’acqua sta salendo con una velocità spaventosa, che mantiene implacabile i 25 centimetri l’ora. Iniziano le litanie dei “sacchettoni neri” usati come stivaloni, che dopo poco non bastano più.
Alle 21.30 Actv, con 140 centimetri alza bandiera bianca. Il servizio viene sospeso, l’unica alternativa è, per chi può, tentare la lunga attesa all’asciutto, me per chi deve lasciare la laguna per la terraferma dopo una giornata di lavoro non c’è scampo. Il regista Giovanni Pellegrini cerca disperatamente di documentare quello che sta succedendo alla sua città.
Ecco l'estratto del film di Pellegrini sull'acqua grande del 12 novembre: "La città delle sirene"
Chi osa si ritrova con l’acqua alla cintola, acqua nera colore della notte, he sale, sale e sale. Dal mare, intanto, arriva l’uragano. Alle 22 inizia la “non stop” informativa sul sito e sui social della “Nuova”, per molti l’unica voce che in quella notte spiega quanto sta avvenendo, rincuora le persone al buio e documenta l’incredibile.
La stazione di rilevamento del Lido segnala raffiche a 120 chilometri orari: l’acqua della laguna, ormai diventata un mare, è presa e scaraventata contro la città.
I ragazzi di Fridays for future ripuliscono Venezia dopo l'acqua granda
I muri della Giudecca sono i primi a cadere assieme a quelli di Pellestrina, con le cabine elettriche delle pompe che vengono raggiunte dall’acqua e si spengono in un sibilo sinistro. Via Garibaldi, indifesa, viene presa d’infilata e trasformata in un torrente largo venti metri capace di trascinare via quello che trova, persone comprese. Giudecca, Lido si vedono scavalcati quasi da parte a parte.
Alluvione, nel video dall'elicottero la devastazione a Venezia e sul litorale
Piazza San Marco, allagata da ore, vede le luci della basilica vacillare e spegnersi mentre tonellate di acque salata ne scuotono le delicate fondamenta facendola tremare.
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Nel buio la città “molla”, non cerca più di combattere: le paratie vengono scavalcate, l’acqua entra dalle fogne. Mollano anche gli ormeggi: decine di imbarcazioni di trasporto fuori servizio si liberano delle cime che le tengono legate alle bitte e cominciano una danza macabra girando come fantasmi per la laguna, apparendo e scomparendo all’improvviso.
La tempesta scaglia ancora l’ultimo pugno: tra le 22 e le 22.50, in meno di un’ora la marea passa da 1.56 a 1.87, un balzo spaventoso di 31 centimetri quasi volesse afferrare le case.
Venezia, l'acqua alta eccezionale e decine di natanti alla deriva
Ma è l’ultimo guizzo del mostro: al Lido la velocità del evnto cala un minuto dopo l’altro e con essa l’acqua che prima si ferma e poi inizia finalmente ad andarsene, velocemente com’era venuta.
Acqua alta a Venezia, un taxi sbattuto in mezzo a una calle
A mezzanotte e mezza Actv riesce a raccogliere alcuni equipaggi, poi le prime linee cominciano a muoversi, a riportare a casa persone stravolte, infreddolite, convinte di avere visto qualcosa di unico. Ma la conta dei danni riporta a un'amara realtà.
Venezia acqua alta, i laboratori artigiani in ginocchio
Alle 6 un’alba livida mostra una città che semba un pugile al tappeto: vaporetti da 40 tonnelate scaraventati a riva, motoscafi in mezzo alle calli, milioni di euro di merce distrutta nei negozi e nelle botteghe artigiane, centinaia e centinaia di antichi libri che galleggiano nelle biblioteche.
Venezia, allagata la storica libreria "Acqua alta". La dipendente: "Colpo al cuore ma siamo aperti: non ci arrendiamo"
Persone che sono venute a mancare, famiglie rimaste senza una casa. Ci si guarda attorno e già si vedono, all’orizzonte, le forme di centinaia di ragazzi con gli stivaloni, che si presentano dove vedono persone ammutolite con un semplice: “Possiamo dare una mano?”.
Gli "Angeli" che stanno aiutando Venezia a risollevarsi
Di tutte le sensazioni, i colori, i momenti, le forme, le paure, i toni di nero, i suoni vissuti nella notte del 12 novembre 2019, il candore dei sorrisi d’incoraggiamento e la limpidezza degli occhi di questi ragazzi, sono la cosa che ci dovremo ricordare.
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Ma i tre giorni che hanno fatto indignare il mondo restano. I danni sono enormi, il governo interviene già il giorno dopo.
Venezia sott'acqua: i tre giorni che hanno fatto indignare il mondo
E dopo altri tre giorni di acque alte, finalmente domenica un tramonto spettacolare segna la fine di un incubo, la "settimana fuori controllo", è finita.
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