Accordo stazione già sotto accusa: «No speculazioni, ma un piano vero»

MESTRE. Comincia oggi pomeriggio in V commissione la discussione sull’accordo di programma tra Comune e Ferrovie, siglato prima di Natale dal sindaco, per la riqualificazione della stazione ferroviaria di Mestre e la realizzazione di una piastra di collegamento con Marghera. La Municipalità di Marghera ne discute giovedì; quella di Mestre riunisce la commissione mercoledì alle 17.

Discussione in consiglio
Partiti e associazioni chiedono una discussione trasparente su un progetto strategico per Mestre. «La città rischia di essere tagliata fuori da un progetto che riguarda l’area più importante della città: la stazione è la più importante del Nordest e la più brutta d’Italia», avvisano l’ambientalista Michele Boato, l’urbanista Stefano Boato e il collega Carlo Giacomini che ieri hanno illustrato le osservazioni di Urbanistica Democratica ed Ecoistituto del Veneto (con il sostegno di Wwf, Fiab, Amico Albero, Italia Nostra, Movimento Consumatori e Venezia Cambia).
Con loro Davide Scano , consigliere del Movimento 5 stelle che, come il Partito Democratico ha presentato altre osservazioni. Il Movimento 5 Stelle chiede la completa revisione dell’accordo, variante che non si configura come tale. Le «planimetrie totalmente oscure e vaghe delegano tutte le fasi salienti», avverte Scano. «Contestiamo l’aumento delle cubature. Con il piano casa si passa da 7.500 metri quadri del primo accordo a 14 mila metri quadri per l’ex Poste, un raddoppio». A fianco una seconda torre, sempre di 100 metri. «Visto il calo del settore alberghiero, segnalato da Ava e Abbav, noi chiediamo di eliminare la seconda torre albergo e di ridurre il commerciale, che sarà di 20 mila metri quadri, dato ipotetico visto che mancano gli accordi con i privati».
Fermare la speculazione
«Si vanno a realizzare enormi volumi con funzioni che non servono: nuovi alberghi e nuovi centri commerciali aumentano solo la congestione attorno ad una stazione senza piazzale, senza sale d’attesa, dove oggi è difficile muoversi, dove i taxi non fanno manovra. Sparirà anche la ciclabile di via Dante, conquista ambientalista di trent’anni fa», avverte Stefano Boato. E accusa: «Sono solo enormi speculazioni che non producono maggiore vivibilità e servizi».
Carlo Giacomini aggiunge: se Padova ha un piazzale di quasi 17.500 metri quadri e Bologna supera di poco i seimila, Mestre ha appena 2.500 metri quadri di spazi pubblici, con profondità da 8 a 18 metri. Quindi serve un piazzale, come si diceva negli anni Quaranta. «Mestre è il più importante snodo ferroviario del Nordest: 85 mila passeggeri al giorno, 31 mila l’anno contro i 30 milioni di Santa Lucia».
DA CRITICA A proposta
La piastra tra Mestre e Marghera, dicono gli urbanisti, rischia di restare un sogno. Ma è una occasione, da pensare, e fare, bene. «Per essere attrattiva la connessione deve essere direttissima tra il nuovo piazzale riqualificato sulla stazione, lato Mestre, la stazione ferroviaria con accessi diretti alle banchine, la nuova piazza e i nuovi volumi e funzioni del complesso Ulloa-Cita».
Salini ha depositato a dicembre il nuovo progetto per via Ulloa: per gli urbanisti quel progetto va legato alla piastra, realizzando sulla bretella Carbonifera una grande rotatoria, porta di ingresso alla stazione per i viaggiatori che scendono da auto, taxi, bus. Sul lato Mestre, il traffico va deviato lungo via Ortigara (angolo via Piave) e via Dante: così si libererà spazio su viale Stazione per dare a Mestre un vero, grande piazzale. —
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