A Venezia apre il Cannabis store, boom di richieste ma scatta l’esposto

VENEZIA. A soli tre giorni dall’apertura, ha destato scalpore il primo “Cannabis store Amsterdam” di Venezia, catena di franchising sparsa in tutta Italia. Inaugurato sabato scorso in Strada Nuova (in calle de l’Anconeta, civico 1998), la sua vetrina tappezzata di foglie di marijuana ha fatto strabuzzare gli occhi di turisti e passanti. E non a caso: nome e prodotti venduti sembrano richiamare in tutto e per tutto i celebri “coffee shop” di Amsterdam.
Unica differenza: nessuna droga in vendita. Ci sono magliette, tazze, felpe, con la foglia di marijuana stampata sopra. Ci sono prodotti alimentari: in tutto una quarantina, tra biscotti lecca-lecca, caramelle, tisane e muffin. Tutto aromatizzato alla marijuana, con principi attivi rilassanti della cannabis (cannabidiolo o Cbd), e nessuna traccia di sostanze psicotrope (il tetraidrocannabinolo o Thc). Tra i prodotti esposti, anche foglie essiccate a uso decorativo. Lo certifica un sigillo di garanzia con l’indicazione di un valore di Thc che rientra nei limiti legali (inferiore allo 0,6%) stabilito dalla legge 242 del 2016. Tutto legale, quindi. Eppure, non sono mancate le proteste.
Un «esposto nonché atto d’indignazione per la presenza a Venezia di un negozio che commercializza liberamente cannabis essiccata e semi per la coltivazione» è stato indirizzato da Luigi Corò, presidente del Cmp, alle più alte cariche istituzionali veneziane: Comune, polizia municipale, questore, prefetto e guardia di finanza. Dai prodotti pronti per essere fumati e coltivati ai rischi per i minori: nelle parole di Corò si tratterebbe di «una furbata per raggirare la legge».
A spiegare la situazione è il titolare del franchising in Strada Nuova: L.P., 28 anni, imprenditore fiorentino appassionato di sport. «Io e il mio socio» spiega l’imprenditore «abbiamo notato quanta gente visitasse questo negozio a Firenze, per altro gestito da un avvocato. Ci siamo detti: apriamone uno anche noi». Per motivi burocratici, il capoluogo toscano era impraticabile. La domanda è sorta spontanea: dove vanno i turisti? «A Venezia. Così abbiamo cercato un locale adatto». Secondo L.P., ogni nuova apertura del negozio è accompagnata da polemiche. «Ma è tutto legale» ci tiene a precisare «non vendiamo erba da fumare, ci mancherebbe. Le foglie che vendiamo sono a uso decorativo e comunque entro i limiti di Thc stabiliti dalla legge. Se poi uno le utilizza in altro modo, non è responsabilità del franchising. È curioso vedere come nel negozio entri gente di tutte le età».
Per gli acquisti da parte dei minori, altro punto sollevato dal Cmp di Corò, il gestore assicura che nel negozio valgono le stesse regole di tabaccherie e bar: si chiede la carta d’identità, e sotto i 18 l’acquisto è vietato. «Tutti pensano che vendiamo droga» gli fa eco Giovanni Bianco, responsabile commerciale di Cannabis store Amsterdam «ma il nostro è uno store alla moda, con tutti i certificati. Da sabato abbiamo ricevuto 72 richieste per altri franchising in tutto il Veneto».
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