A scuola senza vaccino: lo scontro va in Procura della Repubblica
I genitori minacciano denunce se gli insegnanti escluderanno i bambini non in regola. Gli insegnanti: «I controlli non sono compito nostro»

Se ami tuo figlio, lo vaccini
MESTRE. È ancora caos vaccini sull’obbligo imposto dalla legge per i bambini e ragazzi da 0 a 16 anni. Da una parte la patata bollente ricaduta sulle scuole, dall’altra famiglie no vax pronte a denunciare i dirigenti scolastici, e di mezzo le aziende sanitarie che ancora non riescono a far quadrare i conti. Il 10 marzo scadrà il termine ultimo per la vaccinazione, dopodiché potranno scattare gli allontanamenti dalle aule.
Vaccini a scuola, dubbi (e risposte) per i genitori
Invito. Quello rivolto dal vicepresidente nazionale degli ordini dei medici, il veneziano Giovanni Leoni: «Siamo concordi con il decreto Lorenzin, che consideriamo il male minore. Obbligare alla vaccinazione è stata una scelta dura, ma ha dato i suoi frutti. In questo arco di tempo, da settembre, sono cresciute le percentuali di vaccinati. Dati alla mano va bene così, e dobbiamo pensare a tutelare le fasce deboli della popolazione».
Vaccini obbligatori, come mettersi in regola per l'ingresso a scuola
Rabbia. Dal Coordinamento regionale veneto per la libertà delle vaccinazioni (Corvelva), parte la minaccia di denunce se saranno lasciati fuori dalle scuole i bambini non vaccinati. «Le famiglie sono molto stressate», dice Mattia Marchi, del direttivo regionale, «noi non siamo contro i vaccini e non ci curiamo nei boschi, vogliamo ragionare in base alle esigenze. Beatrice Lorenzin, ministro uscente della salute, risponde al sindaco di Roma, e nel contempo invia una nota al presidente dei Comuni italiani. Due lettere in carta intestata, opinioni, risposte, che pretendono di dettare legge, andando oltre e dando disposizioni aggiuntive rispetto alla 119 promulgata pochi mesi fa. E la legge non parla di espulsione, né di esclusione o di sospensione. Non menziona alcuna azione del genere, non individua il soggetto preposto a prendere questa decisione, e certamente non menziona marzo come termine per interrompere il percorso formativo dei bambini». E intanto il 18 febbraio a Vicenza ci sarà una nuova manifestazione promossa dalle famiglie di Schio per protestare contro questa situazione.
Vaccini, vero e falso: cosa c'è da sapere
Fism. In provincia di Venezia sono 130 le scuole dell’infanzia paritarie che rientrano nella Fism, e 42 gli asili integrati a loro annessi. In tutto 10 mila i bambini iscritti in fascia 3-5 e 900 in fascia 0-3, il 60 per cento di quelli iscritti in tutte le strutture provinciali. Il presidente provinciale della Fism, Stefano Cecchin, osserva: «Non abbiamo dati disponibili perché a tutt’oggi dalle aziende sanitarie ancora non ci è stato passato alcun numero. Il protocollo con il Garante alla privacy è datato 1 settembre, ma noi dobbiamo dare i nomi degli iscritti alle Usl, loro invece non ci dicono chi si è messo in regola. Paradossale, e si crea ancora più confusione, a fronte di una legge scritta male, che scarica tutto sulle scuole e mette in confusione le famiglie. Dovevano essere lasciati almeno 18-24 mesi per regolarizzare tutto, non fare le cose in fretta nel giro di nemmeno un anno scolastico. Cosa faremo l’11 marzo con chi non è in regola? In teoria non potrà entrare in classe, ma una interpretazione certa di questa legge non c’è. Stiamo parlando di minori, ci voleva molta più attenzione».
Provincia. Il Corvelva assicura che la situazione in provincia di Venezia è tra le più tranquille in Veneto. Dalla Fism parlano di solo una trentina di casi registrati in settembre, ma che riguardano bambini poi ritirati da scuola dalle famiglie e iscritti in altre strutture. Dal Comune di Venezia l’assessore alle Politiche educative, Paolo Romor è sicuro: «Nelle nostre materne e nei nidi sono iscritti circa 2.400 bambini. L’obbligo a presentare le documentazioni sui vaccini era ed è relativo solo ai nuovi iscritti, e ad oggi sappiamo che solo pochissimi devono ancora mettersi in regola, e ci sarà tempo fino al 10 marzo».
Regione. La consigliera regionale Patrizia Bertella (M5S) ha depositato una mozione in cui chiede al Consiglio di adoperarsi affinché tutti i minori non vaccinati, ma regolarmente iscritti e accettati dalle scuole, possano concludere quest’anno scolastico. Nel documento la consigliera penta stellata chiede alla giunta Zaia di considerare l’anno scolastico in corso come un periodo transitorio, per dare risalto alla divulgazione e alle opportune informazioni sui percorsi vaccinali alle famiglie. «Interrompere la frequentazione delle lezioni da marzo per gli alunni non vaccinati, avrebbe di certo conseguenze sul piano educativo», sottolinea la consigliera Patrizia Bartelle.
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