A Mestre apre l'ostello Anda: prenotazioni record e invasione senza fine a Venezia
Aperta la nuova struttura in zona stazione e, confermato il trend: 1.500 chiamate il primo giorno

Il nuovo mega ostello Anda, di Mestre
MESTRE. L’avanzata degli ostelli a Mestre prosegue. Ha aperto i battenti ieri, con una lista prenotazioni per il primo mese già di 1.500 clienti, l’ostello “Anda Venice” del gruppo Plaza hotels Spa, di proprietà della famiglia Pagnan. Nuove aperture che fanno discutere: mentre si ragiona di limiti al turismo in centro storico, nuovi alberghi a prezzi bassi attirano schiere di turisti a Mestre. La loro mèta è sempre Venezia.
Diciotto euro. Con il concorrente tedesco AO, in via Ca’ Marcello, “Anda” ha in comune il prezzo di un posto letto: 18 euro circa per un letto in una camerata, mista o femminile, da sei letti. In tutto da ieri sono disponibili 119 camere: 8 camere doppie e 111 camere in camerate fino a 6 letti per un totale di quasi 800 posti. In futuro i prezzi cambieranno sicuramente, condizionati dalle percentuali di occupazione. Perché il turismo è business.
La formula Posh hotel. Per il resto “Anda Venice” ci tiene a differenziarsi dai concorrenti. La filosofia ci viene spiegata nel giro di visita da Alessandro Martello, manager executive e direttore del Plaza, e dalla responsabile Giulia Fogarollo, ventinovenne padovana, dolese di nascita, che ha lavorato in alberghi a Rio de Janeiro in Brasile. L’ostello è un “posh hotel”, tipologia nuova che combina la economicità del prezzo ad un ambiente di design, accattivante, con ampi spazi dove trascorrere il tempo.
«I nostri clienti sono i millennials. Ma non solo: puntiamo a clienti che vogliono qualcosa in più. C’è interazione con il personale, chiamato ad accogliere (al lavoro da ieri 35 persone, tutti giovani, ndr) e una offerta che prevede la condivisione, a partire dai contenuti sui social media», ci spiega Martello, e «la creazione di relazioni con il territorio. In un prossimo futuro vorremmo che “Anda” diventasse spazio serale per eventi musicali e artistici, al punto che i giovani di Mestre verranno a prendere un aperitivo qui, per creare relazioni con ospiti dal mondo».
Low cost e design. L’ostello comprende tra i servizi fondamentali i collegamenti in fibra ottica, perché una connessione wifi potente è importante; spazi dove rilassarsi con sdraio e tavoli; una area relax all’aperto, protetta da alte piante; uno spazio per le colazioni a buffet ma anche una cucina dove cucinarsi un pasto la sera da soli (ci sono anche due frigoriferi comunitari, il mercoledì e venerdì vengono svuotati); una lavanderia a gettoni; armadi dove mettere i bagagli sotto chiave. Il tutto in un ambiente dove anche la musica è importante e infatti una ditta specializzata ha curato delle compilation personalizzate. Ai clienti in vendita anche magliette e gadgets.
I mobili sono di design (prodotti da aziende locali) mescolati a pezzi vintage. Una canoa ricorda l’acquaticità, tipica di Venezia. La stazione di Mestre è a due passi. Ma molti clienti arrivano con l’aereo oppure con i bus low cost di Flixbus, altro segmento in crescita.
Turismo povero? Affatto. I veneziani criticano gli ostelli perché portano a Venezia «turisti poveri». Ma dalla struttura ribattono che le cose non stanno affatto così: ricerche internazionali indicano nei giovani turisti, zaino in spalla, una categoria nuova del turismo: spendono poco per dormire perché vogliono avere soldi per divertirsi: una birra, un museo, una bella cena, a discoteca. Spendono in modo diverso.
Secondo la Organizzazione mondiale del turismo i cosidetti millennials sono il 25% dei viaggiatori, un segmento di mercato del turismo che cresce.
Chi sono i millennials. Sono i giovani nati tra il 1980 e il Duemila e per il marketing sono di grande interesse. Lo spiega un sito di settore: Sempre connessi, praticano lo «shopping selettivo», «acquistano per costruire un identità o far parte di un gruppo» e sono abituati a «conservare i soldi per permettersi qualcosa di costoso, per i piccoli sfizi si rivolgono a marchi low cost».
Cantieri aperti. In via Ortigara i cantieri sono in fermento: si deve allargare il marciapiede di accesso al porticato dell’albergo, ci sono da potenziare i lampioni dell’illuminazione pubblica e sistemare le telecamere di videosorveglianza comunale. I giardinieri erano ieri al lavoro per allestire il giardino sul retro. Negli anni Novanta qui c’era un parcheggio e una concessionaria della Ferrari. Poi la proprietà Crivellari è stata comprata da Plaza, che dopo la crisi dell’edilizia del 2008, si è decisa ad avviare l’investimento in questo nuovo albergo. Operazione da 12 milini di euro che per il quartiere Piave, davanti alle case dei ferrovieri è anche un investimento di rigenerazione urbana, che dovrebbe migliorare la vivibilità della zona.
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